18/09/2007

autunno


podcast
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AUTUNNO

 

Nell’ora del sole febbrile d’autunno

il fuoco d’agosto è un ricordo annegato.

È in questa stagione amica

che faremo l’amore col vento

che ovunque lambisce la pelle,

pensando ai pampini rossi di donna fiorita,

all’immagine vaga del viso,

alle labbra che adesso hanno un suono:

il tempo dei sogni ,

dell’ odore un po’ acre ed acceso,

del giallo cremoso dei grappoli d’uva,

del fresco, ventoso silenzio

che parla nei boschi.

Adesso è più chiaro,

è tutto più chiaro!

E’ l’ora dei frutti maturi,

dei suoni, dei vini, dei tini,

dei bimbi gioiosi.

Di me.

Che tanto speravo la fine

di incerte giornate,

di feste non liete.

17:05 Scritto da: ariexx | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: poesia, amore, clima | OKNOtizie |  Facebook

13/09/2007

lo zio d'america

Lo Zio Ciccillo

    Anch’io, da bambino, ho avuto lo “zio d’America”. 

 Fratello del mio papà, risiedeva a Messina dove svolgeva mansioni bancarie, importanti per quei tempi. Egli era destinatario di grande considerazione e devozione da parte nostra che vivevamo nel paesello d’origine dediti all’attività dei campi.

    Quando in autunno si preannunciava la sua visita con relativa famiglia, fremevano i preparativi, con raccolta di ogni ben di dio dalla campagna e il minuzioso allestimento della conserva di pomodori nei contenitori di vetro a Lui destinati. Nel fatidico giorno, ricordo, si creava una competizione tra parenti che aspettavano l’onore di una sua visita. Ma noi bambini, nipoti, cugini e affini di vario grado, scemavamo la tensione creando uno sciame ludico seppur intriso di rispetto. 

    Avveniva sempre il rito della bevuta di orzata, amarena o limonata… ma lo Zio gradiva soltanto il bicchierone d’acqua di “Scina” che era così buona da “far appannare il bicchiere”.

    Poi la passeggiata sul viale dei tigli con l’ossequio da parte degli astanti che “casualmente” incontrati, avevano percepito l’evento già da qualche giorno.

     Mia madre ci preparava: (sic!) tenuta assolutamente sobria, anzi, malconcia. Lo Zio sarebbe stato più generoso nel compilare il solito assegno a papà vedendoci più bisognosi di vestiario nuovo!... 

    Il titolo sarebbe rimasto a lungo conservato in una tasca segreta di uno dei vestiti buoni ceduti dallo Zio a mio padre; portavano la stessa taglia, li avrebbe indossati nei funerali e ne faceva un figurone, ma tutti sapevano. Il migliore, mai usato dallo zio, andava solo per i matrimoni, rari quelli dove papà accettava di partecipare. 

    Ogni tanto mia madre, complice, ci faceva intravedere un lembo dell’assegno che per noi bambini diveniva un feticcio…

    Sono dinamiche che rivedo quando i miei pazienti si adoperano per apparire malconci di salute ed assolutamente sfiduciati: sperano che impietosendo il loro interlocutore possano ottenere il rimedio farmacologico migliore, ma anche la considerazione prioritaria sui loro disturbi.

non mi dimenticherò mai il dramma della povertà e della malattia!

16:20 Scritto da: ariexx | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: anni 60 | OKNOtizie |  Facebook

11/06/2007

cos'è la posia?

Non sono mai riuscito a delineare, nelle mie ri­flessioni, una netta separazione fra la concezione della vita e il modo di esprimerla sottoforma di poesia.

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La poesia è, per me, movimento d’animo che, pur nei momenti d’introspezione spesso dolorosa e angosciata, porta a sublimare e cantare i temi dell’Io più profondo. Essa è poesia solo in quanto testimonianza viva, e di cuore della propria vicenda esistenziale. E’ anche coraggio dell’espressione insolita per disgregare il luogo comune e dare nuovo respiro al racconto, alla cronaca, alla letteratura.

E’ anche filosofia, arte di vita, ricerca di verità. Non fosse altro che per una sorta di cal­da trasfusione e di una spinta motivazionale nella lotta per la vitalità e forse per la sopravvivenza, che la poesia trasmette.

Ma essa non è, non deve essere, solo parola: non può costituire un territorio frequentabile dai pochi eletti che padroneggiano la lingua; non può ridursi ad una questione di rima e metrica, essa non si apprende tra i banchi di scuola in quanto il volo di un uccello è poesia. “Il silenzio diede vita alle parole”: un sorriso è la nota poetica più vibrante. Io vivo perciò sono poeta!

Nei miei versi, alla proposta materialistica del­l’edonismo estremo di reminiscenze decadenti, dal culto per i lineamenti marcati e i colori vivaci, subentra la cosciente visione di un’umanità em­blematica del divino, dello spirituale, del ritorno alle radici soprattutto.

21:55 Scritto da: ariexx in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: poesia, filosofia, vita, natura | OKNOtizie |  Facebook